FARA SAN MARTINO, in Abruzzo, nella Provincia di Chieti, è un paese piccolo alle falde della Maiella, a 440 m. sul livello del mare, porta naturale per raggiungere monte Amaro, a quota 2795 m.s.l.m..
Non può concepirlo chi non l'ha mai visto: è piccolo come superficie e numero di abitanti, ma grande per l'industriosità di chi vi è nato, noto in  tutto il mondo per la produzione dell'eccellente pasta e spettacolare per i doni di cui la natura l'ha dotato.
Origini, storia, costumi, cultura, tradizioni, lo rendono unico nella meravigliosità dell'irripetibile scenario naturale che sa offrire all'uomo attento nella sua lettura integrale, e caro a chi lo conosce o vi è nato e vissuto.

La Valle

In passato le prime fonti di entrata per le casse comunali erano i forni, i mulini, le misure, i bolli sui panni e la montagna, controllata palmo a palmo da un ferreo regolamento.
Il Piano della Casa, lottizzato in terreni recintati da muraglie e distinti in 1a, 2a e 3a categoria, veniva dato in affitto ai cittadini nullatenenti per la coltura delle patate, dietro il pagamento di un canone annuo, a seconda della qualità del terreno stesso richiesto.
Il bosco era curato e sorvegliato assiduamente da personale addetto, fino all'epoca del taglio annuale e della raccolta delle "ceppe".
La neve veniva venduta all'asta, al miglior offerente, che la raccoglieva e poi, imballata nella paglia, la portava con i carretti a Napoli, dove era utilizzata per la conservazione del pesce, destinato al mercato nei vari paesi del Regno.
Anche la raccolta delle olive era regolata dal Comune e, trascorso il tempo stabilito, era consentito o vietato ai poveri entrare nelle proprietà private per la ricerca e la raccolta delle "vacarelle", ultime olive cadute nel terreno e sfuggite all'attenta osservazione dei veri proprietari.
I prezzi della carne, dell'olio, della pasta, della farina e di ogni altro genere di prima necessità erano regolati dal Comune e così le imposte su ogni capo di bestiame.
Gola di S. Martino
Uno degli angoli particolarmente pittoreschi di Fara è la Valle, che si apre quasi a ventaglio dallo "stretto" di San Martino verso la Chiesa di S. Pietro, più giù.
Non la si apprezza facilmente, ma all'osservarla attentamente, se ne comprende la grandiosità, anche se spesso le "piene" e le alluvioni saltuarie la deformano, modellandola ripetutamente, secondo le forze della natura.
Nell'entrarvi si ha l'impressione di trovarsi in un anfiteatro che man mano si chiude verso un cielo delineato dalle pareti brulle e rocciose di Monte Tarì e di Colle Bandiera.
Non poteva sfuggire la bellezza della Valle, né l'opportunità di goderla, al Comitato "Insieme per..." che da cinque anni vi rappresenta la Natività, in ricorrenza del S. Natale.
Addentrandosi nella Valle, sulla destra, verso lo stretto, c'è una grotta naturale. E' certo più bella di ogni altra che si possa rappresentare nei Presepi finti o viventi. Intorno alla grotta, da anni, all'arrivo del Natale si anima e vive il Presepe di Fara San Martino.Lo rappresenta una famiglia del Paese con il primogenito maschio nato nell'anno.

S.Martino in Valle: ruderi

Si riscopre l'atmosfera di tempi antichi, con personaggi e attività ormai sepolti nel trascorrere degli anni